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Cogito ego sum: Lorenzo de Vanne
...un funambolo del tempo... Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
I funamboli...i poeti
Ci sono due specie di persone.... ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono... e ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita... ci sono gli attori.. ci sono i funamboli.. Il poeta, il vero poeta, possiede l'arte del funambolo. Scrivere è avanzare, parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un'opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino di un libro. Il difficile non è elevarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio sul filo del linguaggio, aiutato dal bilanciere della penna. Non è neppure andare dritto su una linea continua e talvolta interrotta da vertigini effimere quando cascate di una virgola o l'ostacolo di un punto. No, il difficile per il poeta è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all'altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure un istante dalla corda dell'immaginazione. In verità il difficile è diventare funambolo della parola...
(brano tratto dal romanzo "Neve" di Maxence Fermine)

amo
Scrivere, leggere e ....
sono goloso...di miele
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"io non ho bisogno di denaro; ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà loro colori nuovi..le parole scelgono combinazioni inattese e ci procurano l'ebbrezza e la gioia, trasportandoci in luoghi dimenticati dagli uomini..."
-tratto dal racconto "Seduzione" (dalla raccolta "Amours sorcières"-2003)di Tahar Ben Jelloun-
..e seguo la goccia...
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è il mio banner, se vuoi, ti posso dare il codice...
Tracce di un'anima

ti aspetto nella mia "Domus"...
musica in sottofondo: tema del film "Cuore Sacro"

gli ultimi commenti

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le adoro...
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e adoro gustare un sigaro toscano...
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la sua prima volta...
"...sconvolta senti la brace che penetrava per la prima volta il segreto della sua carne, infiammandone il ventre, cristallizando, in quel nido fino ad allora vergine, la sofferenza e il piacere...le sue labbra mormorarono parole, parole vaghe e lontane, parole come frutti con il sapore dell'amore e della paura...chiuse gli occhi e serrò instintivamente le cosce, pervasa dal timore che sfuggisse..."
(tratto da "La via per Isfahan" di G. Sinoué)
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hanno detto...
"Non è con le idee che si fannno dei versi, è con le parole."
(Paul Valery)

"L’inchiostro che cola da me: anche per il più misantropo, scrivere è amare! E colui che scrive,meglio ama, più di ogni altro…da quel ricordo ho scritto sempre per dire che amavo, nelle mie lettere, in tutti i testi brevi, nei miei romanzi, al punto di non sapere molto bene se scrivo per amare meglio, o se amo per scrivere meglio! "
(Fughe d'amore - di Alina Reyes)

"Ad un certo punto mi avvicinai a lei e le sussurrai all'orecchio in tono dolce e brusco allo stesso tempo: -avrei voglia di toccarti- "
(Il simposio di Luna - di G. Skurtis)

"Sia punito con la massima indulgenza e senza effusione di sangue"
(frase di rito per le condanne a rogo dell'Inquisizione)

"Il dolore è sempre una conseguenza dell'amore, e noi passiamo la maggior parte della nostra vita a cercarlo"
(Il legame- di Rita El Khayat)

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la strada...
Ciò che amo è partire, scegliere la strada, lo spazio, il presente, l'oblio...la strada sono io, un serpente, e ancora, il cammino lasciato dietro di me è la mia vecchia pelle abbandonata...la strada è la vita, un liberarci continuamente dalle apparenze, un sradicarmi da me stesso per rinascere, nuovo luminoso, un dare vita allo sconosciuto che veglia in me a fior di pelle, in attesa della liberazione...la strada è un pò come l'amore...
(tratto da "Fughe d'amore" di Alina Reyes)

uno sguardo...
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"...il linguaggio dell'amore è piuttosto quello che si specchia nell'anima dello sguardo...lo sguardo dell'anima..."

l'idea del piacere...
"Credo che l'essenza di questo incanto, che mi ha fatto perdere il contatto del tempo e della mia vita, sia la passione...sono i fasci infiniti dei rovi ardenti che ho raccolto a piene mani, accogliendoli nella mia carne, proprio nel punto fantastico dove fioriscono i desideri, quelli che ho avuto, e quelli che non ho osato avere, da quando ho contemplato l'idea del piacere..."
(tratto da "Il Legame" di Rita El Khayat)

"...ho voglia del tuo dolore
di quello spasimo
che ti squarcia il ventre
e spinge la carne
nel baratro della lussuria" ...
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e Lilith, gemette
Quando brucio,
fiaccola di carne
di capelli e di sangue,
occulta nell'oscurità della vita,
toccata e segnata dalle tue malie,
ferita nel tuo virtuosismo da illusionista.

Quando mi guardo allo specchio,
finendo per conoscermi
in quel riflesso di te.

Quando vorrei pugnalarti il cuore,
in quelle stagioni vigliacche senza struggimento né dolcezza,
in una condanna di belva appostata a spiare la preda,
legati come un assassino alla sua vittima,
in un delirio opulento, e capriccioso.

Quando durante il sonno e la veglia,
-tra le braccia di altre donne-
mi sento offesa e venduta.

Solo allora,
in quel sacrificio umile
so che non sarai mai diverso,
so che il mio corpo che e' il tuo, non potrà mai esserlo,
so che sarà di chiunque lo voglia.

Impura in questa sofferenza d'inferno,
in quel veleno che uccide a mezzanotte,
in quell' inferno a metà che ci appartiene.

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la poesia...
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"l'arte e la prosa sono sintesi di realtà e idealità, sono imitazioni conformi all'ideale...la catarsi, cioè la purificazione che la poesia opera quale regolatrice degli impulsi naturali e rassenatrice degli animi"
(Aristotele)

"una cosa lieve, alata e soave, un afflatto misterioso che affascina e solleva l'animo, ma da condannare perchè imitazione e quindi tusbamento dell'anima"
(Platone)

"l'arte, via alla belleza divina, un mezzo per alimentare l'amore per la verità, uno strumento di elavazione e non di distrazione"
(S. Agostino)

"frutto d'ispirazione e spontaneità inventiva di immediatezza espressiva"
(Dante Alighieri)

"la poesia è un momento dello spirito, frutto della fantasia, creatrice di immagini, distinta dall'intelletto creatore di concetti"
(G.B. Vico)

"l'arte è intuizione, la conoscenza mediante la fantasia, la visione, l'oggettivazione di impressioni spirituali, l'espressione immaginosa del sentimento realizzata attraverso l'identità del contenuto"
(B.Croce)

"poesia è il mondo, l'umanità, la propria vita, fiorita nelle parole; è la meraviglia di un delirante fermento"
(G.Ungaretti)

"il rivestimento verbale più semplice di un'istante di emozione, un grido ritmico"
(J.Joice)

"è un fischio che si estende acuto all'improvviso, lo scricchiolio dei ghiacci soffocati, la notte che fa intirizzire la foglia, il duetti due usignoli"
(B.Pasternak)

"poesia è l'impossible reso possibile, arpa che invece di corde ha cuori e fiamme"
(F.G. Lorca)

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sono venuti a trovarmi
*loading* amici...
incipit...
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tracce di dolore...
E' un dolore perfetto
casto
che si annida oscuro
e supplica geloso.

Superstite
sfiora la pelle
vagabonda di carezze
e si fa piuma

stretto in un lamento acceso
dilania il corpo
sottovento

diventa ferita
morde gli angoli della mente

e mi abita in silenzio
quando diventa croce

e si rinchiude in quella casa del cuore
che ti appartiene

fino a morirmi sulla bocca.

(poesia scritta da Tiziana Monari)

le sue labbra erano...
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“Le sue labbra erano rosse e morbide.
Con quale avidità avevo baciato, da giovane, con quale insistenza la mia bocca e la mia lingua si erano date da fare.
Il semplice sfiorarsi delle labbra non mi soddisfaceva: premevo, succhiavo, leccavo, ferivo.
Allora volevo il respiro stesso della mia amata e i miei baci erano sconsiderati, lunghi, esigenti.
Avrei voluto baciarla.”
(tratto da “Zugzwang, mossa obbligata” di Ronnan Bennet)
tra le labbra un sigaro acceso...
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ancora un sigaro
[ancora]

fumo diluito nei pensieri

uno sguardo al tramonto
lunghe ombre sulla meridiana
non aliti di vento
ne sospiri tra le foglie

[accenni sfumati di primavera]

è profonda questa ferita
sorda l’eco nell’anima
intreccio di luci
nei chiaroscuri della sera

[carboncini consunti]

idee riposte
e poi riprese
in un cesto di rose recise
dalla falce della paura

non resta
che un sogno
…nel dipinto di ieri

(Lorenzo de Vanne)


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di labbra in labbra...
Baise m'encore, rebaise-moi et baise;
Donne m'en un de tes plus savoureux,
Donne m'en un de tes plus amoureux:
Je t'en rendrai quatre plus chauds que braise.

Las! te plains-tu? Ça, que ce mal j'apaise,
En t'en donnant dix autres doucereux.
Ainsi, mêlant nos baisers tant heureux,
Jouissons-nous l'un de l'autre à notre aise.

Lors double vie à chacun en suivra.
Chacun en soi et son ami vivra.
Permets m'Amour penser quelque folie:

Toujours suis mal, vivant discrètement
Et ne me puis donner contentement
Si hors de moi ne fais quelque saillie.
(“Sonnet XVIII” di Louise Labé)

Photobucket Vivamus, mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis,cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille,deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein,cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa,ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.
(“Vivamus, mea Lesbia – V” di Catullo)

verso il "Tempio"
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inno di Iside
Perché io sono la prima e l’ ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità.
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto .
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.

[III- IV secolo avanti Cristo rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto]

amor sacro amor profano
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"…quella notte scoprii il piacere inverosimile di contemplare il corpo di una donna addormentata senza l’urgenza del desiderio o gli intralci del pudore…"
(tratto da “Memorie delle mie puttane tristi” di G.C. Marquez)

"...attraverso queste righe, mescolanza di sperma e preghiera, ho tentato di abbattere le barriere che oggi separano il celeste dall’ eterno, l’anima dal corpo, la mistica dall’erotismo...in omaggio all’antica civiltà araba dove il desiderio si manifestava persino nell’architettura, dove l’amore era esente da peccato, e dove godere e procurare godimento era un dovere del credente …"
(tratto da “La Mandorla” di Nedjma)

En gran pena lo cor me dol
En grand pena lo còr me dòl
per un cavalièr qu'ai perdut.
En tot temps aquò sià sauput
que l'ai contentat mòrt et fòl.
Ara per el soi traïda.
Tant d'amor es pas pro d'amor
quand l'ai contentat nuèit e jorn,
Al lèit e tota vestida

Mon cavalièr, ieu lo voldriá
téner un ser dins mos braces nuds
e que se'n tròbe el tresperdut,
de sol coissin li servirià.
Car d'el soi mai afolida
qu'èra de Floris Blancafor
li autregi mon còr e m'amor,
mon èime, mos uelhs, ma vida

Bèl amic, avenent e doç,
quora seretz a mon poder
e colcats los dos tot planièr
a pòrt de mon bais amorós,
de grand gaug ieu comolada
vos tendrai en lòc de marit
tant que vos seretz pas desdit
de far tot çò que m'agrada.

(sonetto di Batriz di Dia, trobaritz de Provence)

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venerdì, 09 ottobre 2009
apri
al suo sguardo
il tuo giardino profumato
la porta di giada
al suo vessillo di Re
 
[arerà la tua terra
in solchi di orzo e grano]
 
scendi nel mistero
velo dopo velo
cammino tormentato
verso la sapienza
 
sette sono le notti
giacigli di un delirio
cercare nella carne
il fuoco di un destino
 
[lascerà alla luna
il gemito della follia]
 
conduci al sacro altare
pensieri senza parole
resta nell’ovile
il mirto del piacere
 
[un sogno ancora
per ritrovare il cielo]
 
scorrono sospiri
sul letto immacolato
un rito consacrato
all’ alba di un amore
tra meli e cedri
eretti alla tua bellezza
 
le cosce odorose
unguenti sulle labbra
raccogli nel tuo calice
semi di latte e miele
 
[germoglio di un piacere
cantato per la storia]
 
le tue vesti bianche
scivolano ai tuoi piedi
odore di un giglio
sulle orme dei tuoi passi
 
mi restano i tuoi baci
tra le parole mute
negli occhi il tuo respiro
eterna seduzione
 
               [ho arato la tua terra
               in solchi di orzo e grano]

 ©”In-An” di Lorenzo de Vanne
                  
 inanna X1
(Wiliam Bouguerau - Biblis)
sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 20:35 | Permalink | commenti (30)
categoria:senza tempo, ritratti di donna
mercoledì, 22 luglio 2009
Le vacanze sono alle porte, la poesia si diluisce nel bisogno di riposare e ritemprarsi, cercando nuova energia e nuovi sentieri da percorrere…
Questa volta nel salutarvi, non propongo alcun mio testo “poetico” ma vi rimando ad una riflessione su un argomento che propongo sul mio blog “Domus”.
 
 
 
Un argomento antropologico/filosofico che ritengo molto interessante.
 
Per ora vi saluto qui, per risalutarvi di là.
Un abbraccio a tutte/i Voi…
E “Buona Poesia” (lettura e scrittura)...
Lorenzo 
 


vacanze
 (immagine presa dal web)
sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 10:35 | Permalink | commenti (20)
categoria:riflessioni, comunicazione
venerdì, 26 giugno 2009

fruscii di seta
questo tempo
che scorre
tra i nostri sospiri
 
…e nella dita
unguenti sacri
 
pietra
dopo pietra
il sentiero trascina il delirio
d’una storia appesa
al filo della memoria
 
rumori di passi
accanto a me
Divina Sembianza
tra Sante e Regine
icona bianca d’un sogno
lasciato fiorire
nelle notti d’estate
 
chiodo di fede
questa speranza
 

© “chiodo di fede” di Lorenzo de Vanne

setax2
 (immagine presa dal web)
sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 20:23 | Permalink | commenti (39)
categoria:tormento, senza tempo, tracce nel tempo
sabato, 23 maggio 2009
 
c’è una verità
che tracima dalla tua anima
ricordi dolorosi
d’una infanzia rubata
 
[inganno di una madre]
 
trascini nel gorgo infame
la tua rabbia senza fine
acqua densa di fango
tormento di radici
 
cerchi nell’oblio
la chiave dell’esistere
resti di pietra
all’amore che fugge
 
[attimo irriverente]
 
lunga è la strada
dai cigli sbiaditi
e senza fiori l’aiuola
 
il sole scalda
una pelle pallida
d’ incertezze
 
apri le tue ali al vento
e tuffati nei sogni
l’ isola ti aspetta
un regno per il tuo trono
dimora senza confini
 

© “EKate” di Lorenzo de Vanne

cover-oeil

(immagine presa dal web)

sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 00:33 | Permalink | commenti (40)
categoria:tormento, ritratti di donna
martedì, 05 maggio 2009
isola di pietra
[tragedia di fiume]
cornice di alvei
dischiusi
 
sulla carena
una terra sommersa
serpente regalato dal mare
a lenire un dolore
di lacerata ferita
 
sull’albero
la mia parola
[bandiera al vento di ponente]
ombreggia uno sguardo
stanco di speranze
 
fermo sulle righe
d’ un quaderno seppia
versi di un canto maledetto
due ponti per un’alba
una croce
per la fede persa
 
restano tre soldi
nella tasca sinistra
un libro rilegato tra le mani
unte di battaglia
 
fruscio di pensieri
avvolgono la traccia
 
orma di una storia
…da terminare

© “una storia da terminare” di Lorenzo de Vanne
 

so_many_thoughts___380

(immagine presa dal web)

 
sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 10:35 | Permalink | commenti (58)
categoria:riflessioni, inquietudine
venerdì, 10 aprile 2009
Trema ancora
la mia terra,
alcova di boschi
e di silenzi.
 
Tra le mani scorrono le pietre
frantumi di storia e di radici,
si sgretola sul letto di trifoglio
il ricordo di presepi colorati.
 
Scenario antico di monti inquieti,
patto sacro tradito dagli umani,
cumuli di lacrime sotto la luna,
riflessi d’ un pianto senza dimora.
 
Trema ancora
il mio sguardo,
ampolla di vuoto
e d’incoscienza.
 
Genziane calpestate dalla notte
riprenderanno la luce del domani,
un balsamo il sangue del martirio,
sulle piaghe aperte dal dolore
 
Preghiera su un rosario di memorie,
lasciate al vento freddo della sera,
il grido d’ un inganno ripetuto
sull’eco d’una valle ormai ferita.
 
 
Trema ancora
la mia voce,
un canto di figlio
e... di fratello.


 
© "Trema ancora, la mia terra" di Lorenzo de Vanne


abruzzo_terremoto15la stmapa
 (immagine presa dal sito de "La Stampa" di Torino"
sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 19:55 | Permalink | commenti (40)
categoria:tormento, non cè più
lunedì, 16 marzo 2009
lampeggio d’angolo
luce intermittente
d’ un trivio di città
 
c’è silenzio
tra le strade della notte
 
un respiro
riempie quest’attesa
e trascina
al pensiero di domani
 
una stella segnala
l’universo
 
nell’anima
la certezza d’ essere uomo
 
tra i capelli
un odore di vento
furore d’ una alba
sfumata da oriente
 
sui confini dell’ombra
il mio sguardo
cerca ancora
la figura del Re
 
un riflesso
sulle tracce del tempo

© “sui confini dell’ombra” di Lorenzo de Vanne



nuit-blanche500 
(immagine presa dal web)
sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 13:41 | Permalink | commenti (47)
categoria:riflessioni, osservazione, inquietudine, senza tempo
martedì, 17 febbraio 2009
Traccio una linea
sul foglio bianco
del mio…
perché
 
-orizzonte sfumato-
 
Orme di confini
fuggiti alla tempesta,
prendo la marina
sul vento di libeccio,
un' onda da seguire
nel riflesso della luna.

 
Tra le stelle un chiodo
per appenderci una storia,
un canto di sirene
disperde ormai il dolore.
 
Mi aspettano sull’isola
i fuochi del mattino,
una danza sulla terra
per sfiorare il paradiso.

© "Tormento" di Lorenzo de Vanne

chiod4

[immagine presa dal web]

sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 18:52 | Permalink | commenti (50)
categoria:riflessioni, osservazione, inquietudine, tormento
giovedì, 29 gennaio 2009
È scesa di nuovo
nella valle
la Signora in Nero
 
nelle sue orme
l’odore del buio
nella sua mano
un riflesso di luna
 
ha reciso una Rosa
nel giardino dei respiri
              -opaca di dolore-
 
lamento di un filo
spezzato dal martirio
la carne lacerata dalla Bestia
 
riposi ora quieta
in quell’alveo oscuro
             -disperato rifiuto-
destino crudele
il tuo cercare l’illusione
 
lasci petali al vento
parole sussurrate
alla speranza
 
nascosta ormai alla luce
canterai la tua vittoria
sull’oblio
 
mi resta un gioco
tra bambole di pezza
cullavi l’innocenza
sul seno
tuo carnefice
 
un giglio ti accompagna
nei passi solitari
ritorni nel silenzio
d’una clessidra
…rovesciata.
 
© Rosa [Rosarum] di Lorenzo de Vanne



black-rose400
 (immagine presa dal web)
 
 
sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 19:52 | Permalink | commenti (39)
categoria:ritratti di donna, non cè più
martedì, 30 dicembre 2008
Tra le dita
pagine ingiallite
storie rubate alla morale
perversa illusione d’onnipotenza
 
radica il tuo corpo
lasciato nella polvere del vento
brividi dimenticati
in fondo al buio
nel ventre risveglia la donna
 
tormento di carne
tra le cosce nude
un silenzio di vergogna
palpita il tuo seno
lacerato da sospiri trascurati
 
conquisti il fuoco della coscienza
offri il tuo miele alla speranza
trattieni tra le palpebre
un attimo di passione
tracci con l’anima
i cigli d’ una nuova strada
 
un libro ancora
marocchino plasmato
da un’ inquieta ossessione.


ossessione

(immagine presa dal web)

sussurrato da: LorenzoDevanne alle ore 10:35 | Permalink | commenti (45)
categoria:inquietudine, ritratti di donna