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Cogito ego sum: Lorenzo de Vanne
I funamboli...i poeti
Ci sono due specie di persone....
ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono...
e ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita...
ci sono gli attori..
ci sono i funamboli..
Il poeta, il vero poeta, possiede l'arte del funambolo.
Scrivere è avanzare, parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un'opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino di un libro. Il difficile non è elevarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio sul filo del linguaggio, aiutato dal bilanciere della penna. Non è neppure andare dritto su una linea continua e talvolta interrotta da vertigini effimere quando cascate di una virgola o l'ostacolo di un punto. No, il difficile per il poeta è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all'altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure un istante dalla corda dell'immaginazione. In verità il difficile è diventare funambolo della parola...
(brano tratto dal romanzo "Neve" di Maxence Fermine)
amo
Scrivere, leggere e ....
sono goloso...di miele
-tratto dal racconto "Seduzione" (dalla raccolta "Amours sorcières"-2003)di Tahar Ben Jelloun- ..e seguo la goccia...
è il mio banner, se vuoi, ti posso dare il codice...
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